ZIP! Una cerniera che unisce per essere comunità
Il progetto nasce come un vero e proprio processo attivante, capace di generare cambiamento duraturo nelle persone e nei luoghi e non si limita a proporre la somma di eventi isolati. Ogni azione, pur rivolta a un target specifico, è pensata per intrecciarsi con le altre, creando una rete di esperienze che si alimentano a vicenda. In questo senso, educazione ambientale, attività fisica, laboratori artistici e percorsi di inclusione sociale non sono singoli interventi, ma strumenti per costruire comunità più consapevoli, inclusive e resilienti.
Tema del progetto è (ri)dare significato a quei luoghi e spazi della città di Brescia considerati marginali e poco vissuti in luoghi di comunità, accessibili, sicuri e riconosciuti come “casa” da chi li abita. Promuovere un modo nuovo di abitare la città, con tempi più lenti e fondato sulla cura delle relazioni e degli spazi, sull’attenzione alla memoria storica e culturale, e sulla costruzione di legami sociali autentici.
Le azioni specifiche sono suddivise in sei aree tematiche d’intervento, e prevedono azioni di diversa tipologia a seconda degli obiettivi specifici: formazione, laboratori di creazione artistica, documentazione, performance e mostre, attività di sensibilizzazione e divulgazione, iniziative di community building. Ogni azione è autoconclusiva, ma al contempo fa parte di un processo interconnesso, generando nuove iniziative e creando un impatto duraturo sul territorio, capace di attivare comportamenti e pratiche replicabili.
ZIP diventa in questo modo un simbolo di connessione e cooperazione: come una cerniera, unisce persone, associazioni, istituzioni e saperi in un processo condiviso di crescita e partecipazione.
Le 6 aree di intervento
ZIP non è solo un titolo, ma un principio guida: costruire insieme una comunità più consapevole, sostenibile e solidale.
1
Educazione ambientale e cittadinanza attiva.
A cura di: Università di Brescia, CAI, AmbienteParco.
2
Movi-Menti-Amo
A cura di: Feel Sport ssd, IRCCS Fatebenefratelli (collaborazioni con La Rete, CAI, Banda cittadina)
3
Oltre i Muri e le origini: nuovi sguardi
A cura di Cooperativa Mano Libera; Parrocchia San Benedetto; Museo della Fotografia; Oltrepassando (con la partecipazione di Banda cittadina)
4
Alla scoperta dei luoghi di…
A cura di Lelastiko, Cooperativa La Rete, Spazio Pampuri, Fondazione Dolci, Banda Cittadina, Cooperativa Essere, Idra Teatro
5
Spazi che diventano luoghi
A cura di: Casa Ronald, Cooperativa Essere, Oltrepassando, Banda Cittadina
6
Fare rete dentro e fuori le mura
A cura di Idra teatro, CAI, Cooperativa La Rete, Fondazione Dolci, Università di Brescia, Banda Cittadina, Museo Nazionale della Fotografia, Cooperativa Manolibera
Obiettivi generali
ZIP! Una cerniera che unisce per essere comunità mira a generare un cambiamento duraturo nei territori, nelle relazioni e nelle persone coinvolte. Gli obiettivi non si limitano alla realizzazione di attività puntuali, ma si configurano come traiettorie di trasformazione collettiva, condivise da tutte le realtà partecipanti. In particolare, il progetto intende:
Passare dal “fare comunità” all’ “essere comunità”
Non solo favorire occasioni di incontro, ma costruire legami stabili e riconoscibili tra persone, associazioni, generazioni e luoghi. La comunità non viene dichiarata: si esercita, si abita, si tiene insieme. Ogni azione del progetto è pensata per attivare pratiche di relazione, corresponsabilità e cura reciproca.


Mettere in rete esperienze, competenze e linguaggi diversi
Il progetto nasce dal dialogo tra mondi differenti – educativo, culturale, artistico, ambientale, sanitario, sportivo. ZIP diventa un metodo per mettere in connessione risorse eterogenee e produrre saperi condivisi: formazione congiunta, progettazione partecipata, scambio di strumenti e modelli replicabili.
Costruire e rigenerare memoria collettiva
Dare valore alle storie dei luoghi, delle persone e delle comunità, intrecciando memoria storica, vissuti individuali, narrazioni artistiche e restituzioni pubbliche. La memoria diventa un atto civico: riconoscere ciò che è stato per immaginare ciò che può diventare, rafforzando il senso di appartenenza tra passato, presente e futuro.


Promuovere inclusione e partecipazione attiva
Ogni azione del progetto favorisce la presenza di soggetti spesso marginalizzati o frammentati: giovani, anziani, persone con fragilità, nuove cittadinanze, comunità educanti, operatori socio-sanitari. L’inclusione non è assistenziale, ma generativa: ciascuno porta il proprio contributo nella costruzione del bene comune.
Educare alla cittadinanza ecologica e responsabile
Gli spazi verdi non sono semplicemente scenari, ma luoghi attivi di apprendimento, salute e relazione. Il progetto incentiva un nuovo modo di abitare la città “fuori e dentro le mura”, stimolando consapevolezza ambientale, cura dei beni comuni, uso sostenibile degli spazi e diffusione di buone pratiche replicabili.

i beneficiari del progetto
Il progetto ZIP! Una cerniera che unisce per essere comunità coinvolge una pluralità di beneficiari, diretti e indiretti, che riflettono la complessità sociale, culturale e generazionale del territorio bresciano. Ogni area di intervento è pensata per rispondere ai bisogni specifici di gruppi diversi, ma in una prospettiva interconnessa, in cui l’incontro tra persone e realtà diventa parte integrante del processo di trasformazione. I beneficiari possono essere raggruppati in tre macro-categorie principali:
Persone in situazione di fragilità
La fragilità è intesa in senso ampio e multidimensionale (sociale, fisica, psicologica, culturale, economica). L’intento è quello di non assistere i soggetti fragili, ma includere: renderli protagonisti attivi, riconosciuti e connessi a contesti di comunità.
Comunità educante e realtà del territorio
Organizzazioni che già operano sul territorio in ambito sociale, culturale, educativo, ambientale o sanitario: ZIP agisce anche come un “enzima”, un acceleratore territoriale che facilita le connessioni tra settori.
Cittadinanza e comunità dei territori
L’insieme dei cittadini che vivono i luoghi coinvolti dal progetto: una comunità eterogenea, composta da persone di età, provenienze e competenze diverse, unite dal desiderio di riconoscere gli spazi pubblici come luoghi comuni.

